
Legnano, Festival Fotografico Europeo






Reggio Emilia, Fotografia Europea






Brescia, Museo Nazionale della Fotografia







Il tempo e la luce, quanto tempo e quanta luce ci vuole perche la materia si trasformi in emozioni?
è una storia antica, antica quanto la fotografia e la voglia dell’uomo di catturare la luce e usarla per fermare il tempo.
“La cianotipia è molto più di un processo tecnico; è una dichiarazione di intenti: Un legame emotivo che trasforma una semplice stampa in una testimonianza poetica.”
(Cianotipie virate caffè e colorate a mano).







La fotografia analogica in bianco e nero su pellicola 35 mm rappresenta una forma espressiva essenziale e senza tempo, capace di valorizzare luce, contrasto e composizione. A differenza del digitale, richiede un approccio più consapevole: ogni scatto è ponderato, ogni errore diventa parte del processo creativo.
Il processo, dallo scatto allo sviluppo in camera oscura, rafforza il legame tra fotografo e fotografia, trasformando ogni immagine in un oggetto unico e tangibile. Questo approccio favorisce una visione più lenta e riflessiva, lontana dall’immediatezza del digitale.









La luce entra nel silenzio di una scatola chiusa.
Non c’è una lente a guidarla, solo un foro che lascia passare il mondo. Ogni immagine stenopeica non è catturata, ma accolta,
come se la realtà, per un istante, decidesse di posarsi sulla pelle sensibile della memoria.
E lì resta, imperfetta e vera, sfocata come i ricordi più sinceri, a ricordarci che vedere non è mai possedere.





